Netto da Fattura Forfettario

Netto da Fattura Forfettario

Quanto ti resta in tasca da una fattura in regime forfettario? Calcolo istantaneo con tasse e contributi.

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Come si calcola il netto di una fattura forfettaria

Nel regime forfettario, una fattura non corrisponde mai a quanto entra davvero in tasca. Su ogni importo incassato si devono accantonare tasse (imposta sostitutiva) e contributi previdenziali (INPS). Il netto reale dipende da tre variabili: il coefficiente di redditivita del settore, il tipo di cassa previdenziale e l'aliquota dell'imposta sostitutiva (5% o 15%).

Questo calcolatore ti mostra in un istante quanto resta da una singola fattura. Per un calcolo annuale completo con tutte le variabili, usa il calcolatore tasse forfettario annuali.

Cosa si paga su una fattura forfettaria

Da ogni fattura incassata, il forfettario deve mettere da parte:

  • Contributi INPS: calcolati sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente di redditivita). L'aliquota varia in base alla cassa: Gestione Separata 26,07%, Artigiani 24%, Commercianti 24,48%.
  • Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni di nuova attivita, 15% dal sesto anno in poi. Si calcola sul reddito imponibile al netto dei contributi dell'anno precedente.

I coefficienti di redditivita per settore

Il coefficiente di redditivita determina quale percentuale del fatturato viene considerata reddito imponibile. Il resto e forfettariamente considerato spesa. Ecco i coefficienti 2026:

SettoreCoefficienteSpese forfettarie
Industrie alimentari e bevande40%60%
Commercio ingrosso e dettaglio40%60%
Commercio ambulante alimentari40%60%
Commercio ambulante non alimentari54%46%
Costruzioni e immobiliari86%14%
Intermediari del commercio62%38%
Ristorazione e alloggio40%60%
Professionisti, consulenti, tecnici, sanitari78%22%
Altre attivita economiche67%33%

Un professionista con coefficiente 78% paga tasse e contributi sul 78% del fatturato. Le spese reali non contano: anche se spendi meno del 22%, il forfait e fisso.

Esempio pratico: fattura da 5.000 euro (professionista, Gestione Separata, 15%)

VoceCalcoloImporto
Importo fattura5.000 €
Reddito imponibile5.000 × 78%3.900 €
Contributi INPS (Gest. Separata 26,07%)3.900 × 26,07%1.017 €
Imposta sostitutiva (15%)(3.900 - 1.017) × 15%432 €
Netto in tasca5.000 - 1.017 - 4323.551 € (71%)

Esempio con aliquota al 5% (nuova attivita)

Lo stesso professionista con aliquota al 5%:

VoceImporto
Contributi INPS1.017 €
Imposta sostitutiva (5%)144 €
Netto in tasca3.839 € (76,8%)

La differenza tra 5% e 15% puo valere diversi punti percentuali di netto in piu, soprattutto nei primi anni di attivita.

La rivalsa INPS 4%

I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS possono addebitare in fattura una rivalsa del 4% a titolo di contributo integrativo. Questa rivalsa si aggiunge all'importo della fattura e viene incassata dal cliente. Esempio: su una fattura da 1.000 euro, si aggiungono 40 euro di rivalsa INPS 4%, per un totale incassato di 1.040 euro. La rivalsa e facoltativa nel forfettario (non obbligatoria come per le casse professionali), ma conviene sempre addebbitarla perche aumenta l'incasso senza aumentare il reddito imponibile.

La marca da bollo da 2 euro

I forfettari non applicano l'IVA, quindi sulle fatture superiori a 77,47 euro e obbligatorio apporre una marca da bollo da 2 euro. La marca e a carico del cliente, ma nella pratica e il professionista che la anticipa. Con la fatturazione elettronica, il bollo si assolve in modo virtuale e si paga cumulativamente ogni trimestre tramite F24. E un costo minimo, ma da non dimenticare.

Forfettario: conviene davvero?

Il regime forfettario conviene quando le spese reali sono inferiori alla quota forfettaria e quando il fatturato resta sotto gli 85.000 euro. Per un confronto dettagliato con il regime ordinario, usa il comparatore forfettario vs ordinario. Per il calcolo annuale completo con contributi fissi e variabili, consulta il calcolatore tasse forfettario.

Novita 2026 per i forfettari

  • Soglia 85.000 euro confermata: il limite di fatturato per accedere al regime forfettario resta a 85.000 euro annui.
  • Uscita immediata sopra 100.000 euro: se in corso d'anno si superano i 100.000 euro, il forfettario decade immediatamente (non dall'anno successivo).
  • E-fattura obbligatoria: tutti i forfettari devono emettere fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI).
  • Flat tax incrementale eliminata: la flat tax al 15% sul reddito incrementale, prevista nel 2023 come misura una tantum, non e stata rinnovata.

Domande frequenti

Dipende dal settore e dalla cassa. Un professionista in Gestione Separata con aliquota 15% riceve circa 600-650 euro netti su 1.000 euro fatturati. Con aliquota al 5% (nuova attivita), il netto sale a circa 700-750 euro.
E la percentuale del fatturato che viene considerata reddito imponibile nel regime forfettario. Varia per settore: 78% per professionisti, 40% per commercio e alimentari, 86% per costruzioni. Il resto e forfettariamente considerato spesa.
La rivalsa INPS 4% e facoltativa per i forfettari iscritti alla Gestione Separata, ma conviene sempre addebbitarla. Si aggiunge all'importo della fattura e aumenta l'incasso senza aumentare il reddito imponibile.
La marca da bollo da 2 euro e obbligatoria su tutte le fatture forfettarie superiori a 77,47 euro, poiche non viene applicata l'IVA. Con la fattura elettronica, si assolve in modo virtuale e si paga trimestralmente.
L'aliquota del 5% e riservata ai primi 5 anni di nuova attivita (se non si e svolta attivita analoga nei 3 anni precedenti). Dal sesto anno si applica il 15%. Su una fattura da 5.000 euro di un professionista, la differenza puo essere di circa 300 euro.
Per un artigiano (coefficiente 86%), su una fattura da 1.000 euro il reddito imponibile e 860 euro. I contributi INPS artigiani (24%) sono circa 206 euro, l'imposta al 15% circa 98 euro. Netto stimato: circa 696 euro.
Se il fatturato annuo supera 85.000 euro, dal 1 gennaio dell'anno successivo si passa al regime ordinario. Se si superano i 100.000 euro in corso d'anno, l'uscita dal forfettario e immediata.

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